Aprire il mio Atelier
Aprire il mio atelier a Firenze è stato un po’ il mio “American dream” all’italiana: lavorare come artista nel Paese dei chiostri affrescati e delle chiese colme di capolavori!
Questa città, intrisa di storia e di bellezza, è per me una fonte di ispirazione costante.
Il mio atelier rispecchia la mia pratica artistica: a volte aperto, quando amo lasciar entrare i passanti, dialogare con chi si ferma, scambiare uno sguardo o una parola; a volte chiuso, quando l’opera in corso richiede concentrazione, silenzio e raccoglimento.
È in questa alternanza che trovo il mio equilibrio. È lì, in quel dialogo tra materia e mistero, tra spazio visibile e profondità interiore, che nascono le mie creazioni.
La scultura,
un'arte completa

La scultura è un’arte complessa che richiede competenze di disegno, modellazione, stampo e intaglio.
Il disegno: pratica indispensabile per la scultura. Per affinare lo sguardo e rendere fluido il gesto, copiare i maestri e disegnare dal vero sono gli esercizi migliori.
Il modellato: l’argilla, probabilmente il materiale che preferisco per la sua duttilità e docilità, permette di dare forma con facilità alle idee. Può essere cotta, dipinta o utilizzata per creare stampi.
Lo stampo: la realizzazione di stampi in silicone mi consente di riprodurre le opere in diversi materiali come gesso, resina, cera, bronzo, pietra ricostituita, cemento, o persino cioccolato, se voglio divertirmi. Le riproduzioni possono essere uniche o in serie limitata e vengono messe in vendita solo dopo ritocchi e finiture.
La scultura su legno: intagliare significa togliere materia — un gesto che non ammette errori. È stato durante i miei studi alla Scuola Boulle che ho scoperto l’universo affascinante del legno. È un materiale vivo, caldo ma esigente: ogni essenza ha venature e densità proprie che richiedono di essere comprese e rispettate, oltre a un’attrezzatura specifica.

Perché la rappresentazione del corpo umano?
Credo profondamente che il corpo umano sia intrinsecamente buono e carico di significato. Esso rivela le verità interiori dell’uomo: le sue emozioni, le sue sofferenze, la sua capacità di amare e di vivere.
Contrariamente all’idea secondo cui il corpo sarebbe “la prigione dell’anima”, considero invece che siano alleati preziosi, talvolta in lotta, ma sempre chiamati a riconoscersi reciprocamente.
Per questo scelgo consapevolmente il figurativo come linguaggio artistico. Attraverso il mio gesto cerco di incarnare l’unione tra idea e materia, facendo emergere nel materiale il mistero interiore dell’anima unita al corpo, anche nelle sue tensioni e lacerazioni.
Il figurativo coinvolge lo spettatore in modo insieme sensibile e metafisico, accessibile universalmente. Mi permette di dare corpo all’invisibile, all’indicibile, di rendere tangibile la profondità spirituale dell’essere umano.
Il mio processo creativo
Qualunque sia il materiale che utilizzo, il mio metodo segue sempre lo stesso percorso.
Inizio cercando di tradurre ciò che immagino attraverso il disegno. È il momento della “pagina bianca”: carico di entusiasmo e fervore, so che sto per iniziare un lungo combattimento per creare qualcosa di nuovo — e non arriva mai da solo!
Poi interrogo i maestri del passato e del presente, consulto i miei libri, vado a disegnare nei musei con un’idea più o meno precisa di ciò che sto cercando. Esco dall’atelier per nutrire il pensiero con incontri e scambi.
Quando una composizione comincia a prendere forma, invito dei modelli a posare in atelier, per avere una visione più verosimile e più viva di ciò che ho in mente. Sperimentare, cercare, osare: è questo il cuore della creazione, per dare vita a ciò che porto dentro.
Se intravedo una direzione, il disegno non basta più: passo a modellare piccole maquette in argilla, per avere un primo approccio ai volumi e trasporre l’idea nello spazio. Ne realizzo diverse, correggo, affino.
Poi preparo il materiale necessario per passare alla scultura finale. Una volta terminata, posso cuocerla o realizzare stampi per farne tirature in gesso, resina o bronzo.


Una statua... come dono di matrimonio
Offrire una statua religiosa in occasione di un matrimonio o di un fidanzamento significa scegliere un regalo insieme unico e profondamente simbolico.
Molto più di un oggetto decorativo, diventa segno visibile di un impegno spirituale, un compagno silenzioso che accompagna la coppia lungo tutta la vita.
Che sia realizzata su misura o da una tiratura limitata, ogni statua porta con sé la fede e i valori degli sposi. Pone la loro unione sotto lo sguardo benevolo di un santo protettore, scelto per il suo significato particolare.
Con la sua presenza sobria e forte, la statua trova naturalmente posto al cuore della casa. Diventa poco a poco un punto di riferimento, un ancoraggio. Ricorda, nella quotidianità, la profondità delle promesse scambiate e invita con dolcezza a ritornare all’essenziale.



